Anche online il Consiglio Comunale di Ivrea è uno spettacolo

Una riunione, quella del 3 marzo tutta dedicata a interpellanze e mozioni, mostra lo stato dell’amministrazione della città e del dibattito politico locale

Si sa, online non è la stessa cosa e peccato, veramente, che, nell’epoca Covid nella quale siamo ancora immersi, non si possa assistere agli spettacoli dal vivo, perché sarebbe stato certamente da ricordare il consiglio comunale di Ivrea di mercoledì scorso, 3 marzo.
Riservato a interpellanze, mozioni e ordini del giorno vecchi (che non avevano trovato posto in precedenti riunioni) e nuovi, ha offerto comunque, anche se in video su Zoom, uno spaccato eloquente delle condizioni in cui versa l’amministrazione eporediese.
Tante e importanti le questioni poste alla discussione del Consiglio. Qui ci si limita a segnalare gli episodi più indicativi.
A cominciare dalla questione che sarà poi centrale nella riunione, quella del Movicentro (della quale si riferisce in altro articolo).

Ad aprire le danze, una bizzarra interpellanza, sottoscritta da tutti i gruppi di maggioranza (Forza Ivrea, Lega Salvini Piemonte, Cambiamo insieme, Insieme per Ivrea, Gruppo misto), che chiede «agli assessori competenti e ai funzionari tecnici di esporre per fare chiarezza i fatti che hanno caratterizzato la vicenda».
Perché tutti i consiglieri di maggioranza si rivolgono alla loro Giunta con un’interpellanza? Perché, scrivono, hanno «assistito attoniti in questi mesi ad un attacco politico e personale ai danni di alcuni assessori e agli uffici comunali su alcuni quotidiani con dichiarazioni accusatorie in merito alla vicenda “Movicentro”» e nonostante sia «stata più volte richiesta ai Consiglieri la collaborazione affinché non venisse utilizzata a fini meramente “politici” la vicenda del disordine Amministrativo ereditato e dell’immobilismo delle passate Amministrazioni per lasciar lavorare serenamente la giunta e gli uffici,(…) si sono invece susseguite una serie di dichiarazioni politiche da parte dei consiglieri comunali di minoranza e di altri soggetti che hanno di fatto strumentalizzato di fatto la vicenda».
Anche non volendo soffermarsi sull’uso improprio di un’interpellanza al Sindaco, alla Giunta e ai funzionari comunali per attaccare i consiglieri di minoranza, lascia basiti la concezione del confronto che emerge dallo scritto e la genericità delle accuse di “strumentalizzazione” rivolte non solo alla minoranza, ma anche ad “altri soggetti” non meglio precisati. Quasi che consiglieri di minoranza e “altri soggetti” non possano esprimere critiche e valutazioni e avanzare proposte perché bisogna “lasciar lavorare serenamente la giunta e gli uffici”. E’ vero che c’è il coprifuoco sanitario e un generale commissario straordinario per l’emergenza Covid, ma forse la maggioranza consiliare eporediese si è convinta che ci si deve spingere anche oltre.
L’interpellanza, oltre a consentire una raffica di rampogne contro i consiglieri di minoranza e i giornali che riportano le loro “strumentalizzazioni”, è soprattutto un regalo alla vicesindaco Piccoli perché possa esibirsi ancora una volta in una lunga elencazione dei passaggi della vicenda, condita della «piena e buona volontà dell’amministrazione di risolvere la questione, per la quale abbiamo impiegato molto tempo», dell’assicurazione che «non c’è stata nessuna strumentalizzazione da parte nostra, ma tanto tanto tanto lavoro» anche per (leitmotiv immancabile) «sistemare il disordine amministrativo profondo che le precedenti amministrazioni hanno lasciato in questo Comune». Intervento di Piccoli che è anche un preambolo per “dare la linea” a tutta la maggioranza sulla discussione delle mozioni sul tema prevista successivamente.

Altro passaggio degno di nota del Consiglio del 3 marzo, l‘intervento a più riprese del tecnico comunale Luciani (del merito si riferisce in altro articolo) che, invece di limitarsi a rispondere alle domande poste (come previsto da prassi e regolamento), con la vicesindaco Piccoli seduta di fianco si mette a ribattere a quanto espresso da consiglieri di minoranza.

Così pure l’interpretazione di Sertoli che, sollecitato da una mozione di tutta la minoranza ad attivare servizi di informazione per la comunità in questa lunga fase di emergenza sanitaria, se ne esce con l’invito ai consiglieri di fare, come lui, volontariato (se ne riferisce meglio in altro articolo), assistendo le persone che vanno a fare vaccini o tamponi.
Da segnalare anche, nella stessa riunione di Consiglio, una novità: qualche intervento in più da parte di consigliere/i della maggioranza che si erano limitati finora a pronunciare poche sillabe per dichiarazioni di voto.

Ma questo del 3 marzo 2021 (segniamo la data, oltre metà mandato, con la maggioranza che già si posiziona per la campagna elettorale del 2023) è anche il consiglio nel quale, di fronte alla bocciatura costante di qualsiasi mozione delle minoranze, il consigliere Fresc (M5S) annuncia che «la linea collaborativa fin qui tenuta dal mio gruppo viene messa fortemente in discussione, perché abbiamo verificato una chiusura della maggioranza – aggiungendo che – rivedremo perciò il modo di diventare opposizione invece che minoranza».
Di tenore simile un intervento di Comotto (Viviamo Ivrea) che prende atto «dell’assenza di volontà di collaborazione da parte dell’amministrazione e della maggioranza». Affermazione che il Sindaco cerca di smentire proponendo alcuni emendamenti alla mozione presentata da Comotto sulle barriere architettoniche e, a seguito di questi, l’approvazione unanime della mozione stessa da parte del Consiglio Comunale.
Un gesto che, al momento, non è dato sapere quanto sia stato convincente per Comotto.

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