Gen
29
mer
La notte di Lace @ Lace di Donato
Gen 29@20:00

Commemorazione della cattura del Comando della 76a Brigata e della VIIa Divisione Garibaldi.
Con letture, fiaccolata, canti del Coro Bajolese.

Al termine, cena.

Gen
30
gio
progetto fotografico “Architetture Residenziali e Industriali Olivetti (oggi) @ Salone Ecomuseo
Gen 30@21:00

Serata a ingresso libero

Presentazione del progetto fotografico “Architetture Residenziali e Industriali Olivetti (oggi)” ARIOo.
Sei appassionato di fotografia, sei curioso, ti piacciono attività stimolanti e creative?
Scoprirai durante la serata di cosa si tratta.

Gen
31
ven
“Destinatario sconosciuto” per la Giornata della memoria @ Zac!
Gen 31@21:00

GIORNATA DELLA MEMORIA

ingresso gratuito

Germania, 1932. Martin, tedesco, e Max, ebreo americano, sono due amici fraterni e soci in affari. L’ombra della storia si proietta sul loro destino. Con l’avvento di Hitler i contrasti ideologici precipitano, fino a diventare insanabili. Impossibile credere ancora nell’amicizia.

“Destinatario sconosciuto” di Kressmann Taylor fu pubblicato sul numero di settembre-ottobre 1938 (!) della rivista “Story” e fece subito grande sensazione.
Così ha scritto “The New York Times Book Review”: “Questa storia moderna è davvero perfetta. E’ l’accusa più efficace che sia mai stata mossa in letteratura contro il nazismo”.

LETTURA SCENICA a cura di LISA GINO
con SANDRO ROMUSSI e ARTURO SEVERINI
e la partecipazione speciale di ENRICO BALBIANO e BARBARE BELLINETTI
luci e audio ROBERTO GALLINA

Pigiami per Bambiniateatro @ Teatro Giacosa
Gen 31@21:00

di Nino D’Introna, Graziano Melano e Giacomo Ravicchio
con Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci. Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus
Età consigliata 6 anni – 8 anni
durata 55’.
Pigiami è un gioco teatrale, uno spettacolo un po’ speciale; non vuole raccontare una storia, ma
piuttosto suggerire, quasi per caso, delle azioni. La situazione si svolge in un luogo che può essere
la stanza da letto di un adulto che, nella solitudine della sera, scopre il piacere di ridiventare
bambino. Poche cose: un letto, una sedia, un pigiama, i suoi vestiti, le sue scarpe e un attaccapanni.
Quando cala la sera ed è ora di dormire il protagonista comincia a giocare con le sue scarpe, con i
suoi pantaloni, con le sue calze e viaggia “facendo finta che” ora questi siano un vecchio, una
sorella, un fratello, una montagna, due bambini, due animali. Ed ecco che, ad un certo punto, nella
stanza giunge uno sconosciuto, forse un amico. I due, prima con cautela, poi sempre più affiatati,
entrano l’uno nel gioco dell’altro: le idee e le azioni si incontrano e si scontrano rapidamente.
Curiosità, reciproche crudeltà e tenerezza si alternano in una girandola che ha il colore dominante di
una nuova amicizia. Stanchi vanno a dormire e nei letti continuano a giocare, a fingere di essere
qualcuno; poi la stanchezza ha il sopravvento e giunge la notte, dolce, ad abbracciarli
amorevolmente.
Nino D’Introna, uno degli autori dello spettacolo, disse in un’intervista che “la storia di Pigiami
appartiene a tutti i bambini di tutto il mondo e quindi agli adulti di tutto il mondo”. Chiunque abbia
infatti indossato un pigiama almeno una volta, chiunque abbia almeno provato a giocare con le
proprie scarpe, sia esso giapponese o australiano, ritrova sulla scena il sapore fresco, giocoso e
liberatorio di quei momenti. In Pigiami gli spettatori-bambini ritrovano dunque la loro quotidiana
realtà ludica e vedono questa stessa realtà trasformata, arricchita da due attori adulti che,
utilizzandola, propongono altri modi di viverla con la gioia, l’allegria, la tenerezza, la voglia di
vivere e di giocare che “Pigiami” invita a non perdere mai.
Forse proprio per questo lo spettacolo è rappresentato ininterrottamente da 35 anni sui palcoscenici
di tutto il mondo.

Per informazioni 3480158558

Feb
1
sab
Santa impresa @ Colleretto Giacosa
Feb 1@20:45

di Laura Curino e Simone Derai
con Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce
regia di Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce
ASSOCIAZIONE CULTURALE MUSE

Stagione Teatro Giacosa

Santa Impresa è il racconto della straordinaria impresa che realizzò don Giovanni Bosco – il prete dei ragazzi, il prete dei sogni, il prete di furia e di vento – nella Torino di metà Ottocento. Incredibilmente, la sua missione non fu isolata perché in quegli anni negli stessi quartieri operavano coloro che sono stati poi definiti i Santi Sociali Piemontesi: Giuseppe Cafasso, il prete dei condannati a morte; Juliette Colbert, la madre delle carcerate; Giuseppe Cottolengo, “il cavolo di Bra”, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza; Francesco Faà di Bruno, il padre delle serve; Leonardo Murialdo, il direttore del Collegio degli Artigianelli, il difensore degli operai.

Un gruppo di uomini e donne mossi da ideali incrollabili che ancora non sapevano sarebbero diventati “santi”, tormentati allo stesso tempo da passioni e temperamenti inquieti, paradossalmente ribelli e reazionari. Le loro imprese sono cresciute in tempi di cambiamento – spira il vento rinnovatore del Risorgimento – colmando il vuoto civile di allora e superando i limiti geografici e temporali, ancora oggi attive e prolifiche, tutto questo perché un giorno, alzando lo sguardo, incontrarono il volto del prossimo.

Facile il cinismo, facile l’agiografia: quella di raccontare il “bene” è sempre impresa ardua. Ma ogni impresa lo è.

Il testo è stato messo in scena per la prima volta a Torino nel 2015, prodotto dal Teatro Stabile di Torino, con Laura Curino e la regia di Simone Derai della Compagnia Anagoor. Beatrice Marzorati e Davide Scaccianoce ne propongono una versione per spazi alternativi di più agile impianto scenico, rispettando il testo originale.

Varanasy @ Zac!
Feb 1@22:00

DAL VIVO  allo ZAC!

Varanasy **** Lost Seasons

Feb
3
lun
Fronte del porto @ Teatro Giacosa
Feb 3@20:45–21:45

di Budd Schulberg
traduzione e adattamento Enrico Ianniello
con Daniele Russo e con Emanuele Maria Basso, Antimo Casertano, Antonio D’Avino, Sergio Del Prete, Francesca De Nicolais, Vincenzo Esposito, Ernesto Lama, Daniele Marino, Biagio Musella, Pierluigi Tortora e Bruno Tràmice
regia di Alessandro Gassmann
scene Alessandro Gassmann
musiche Pivio e Aldo De Scalzi
coproduzione FONDAZIONE TEATRO DI NAPOLI – TEATRO BELLINI, TEATRO STABILE DI CATANIA

Dopo lo straordinario Qualcuno volò sul nido del cuculo, Alessandro Gassmann dirige di nuovo Daniele Russo nella riscrittura di una storia “cinematografica”: l’adattamento teatrale firmato da Enrico Ianniello di Fronte del porto. Ianniello ha immaginato la storia a partire dall’omonima opera dell’americano Budd Schulberg (a sua volta ispirato da un’inchiesta giornalistica dell’epoca, diventata la base della sceneggiatura del film di Elia Kazan che vinse otto oscar nel 1954) e dall’adattamento teatrale realizzato, in seguito, dall’inglese Steven Berkoff. È la storia di una comunità di onesti lavoratori, sottopagati e vessati dalla malavita organizzata, che trova attraverso il coraggio di un uomo la forza di rialzare la testa e fare un passo verso la legalità, la giustizia, la libertà. Alessandro Gassmann costruisce uno spettacolo che ci trascina nella Napoli di quasi 40 anni fa, dove la camorra era organizzata e presente tra gli operai del porto industriale: i colori della moda sono sgargianti, la sonorità è quella dei film dell’epoca e un cast di 12 attori straordinari porta in scena una storia corale dalla forte carica emotiva e sociale, fatta di relazioni intense e rabbiose e di atmosfere cariche di suspense.

Feb
6
gio
L’arte fotografica del paesaggio @ Ecomuseo
Feb 6@21:00

Serata a ingresso libero

“l’arte fotografica del paesaggio”, incontro con il fotografo paesaggista Paolo Avanzi.
I lavori, il metodo, l’estetica, la tecnica.
I paesaggi appartengono alle persone che li guardano

Feb
7
ven
Passione @ Teatro Giacosa
Feb 7@20:45–21:45

di e con Paolo Crepet
violino Dino de Palma
pianoforte Claudia d’Ippolito
musiche di Chopin, Debussy, Giordano, Brahms, Saint-Saëns e Sarasate
CORVINO PRODUZIONI

Viviamo in un’epoca senza passione?
Non si può vivere e pensare al futuro senza passione, e l’unico modo per non arrendersi a questa perdita è invocarla, provocarla, raccontarla. È un inventario di pensieri, storie, riflessioni che girano attorno a questa parola sacra. L’ho scritto attingendo dalla mia esperienza professionale, da quelle della mia vita, dalle persone che ho incontrato. Credo sia fondamentale spiegare ai giovani che cosa significa la passione oggi. Temo infatti che le nuove tecnologie digitali funzionino come un magnifico rallentatore che rende tutto possibile e fattibile senza sforzo.
Ma il problema è che la passione è, per definizione, uno sforzo immenso, anzi è una s da che permette di poter sperare, di migliorarsi, di sognare, di avere una visione.
Non si può parlare di passione senza dare degli esempi. Di gente appassionata, ovviamente. Di persone che ci insegnano che la passione si basa sulla testardaggine, sulla cocciutaggine e sulla libertà. Ci insegnano che la passione è un traghetto meraviglioso che riesce a portare verso la speranza di una vita stupefacente. Non è un viaggio facile, non è nemmeno per tutti, ma solo per i più coraggiosi.

Feb
8
sab
L’albero delle acciughe @ Libreria Livrè
Feb 8@19:30

LIVRE’ è lieta di ospitare “L’ALBERO DELLE ACCIUGHE”
di e con Mariella Fabbris: pane e vino e un mare di acciughe in 12 modi.

Un evento teatrale, letterario e gastronomico, liberamente tratto da “Il salto dell’acciuga” di Nico Orengo.

euro 20 a persona, prenotazione obbligatoria entro il 5 febbraio, allo 0125 281439 oppure info@livreivrea.it

Un percorso del gusto, quello del Mediterraneo, di un Europa senza
confini, confini che Mariella annulla portando le sue storie lungo lo
stivale o a Parigi, a Lisbona fino in Australia.
Mariella ci rapisce col suo teatro narrato, il suo talento naturale e i
colori, i profumi, i sapori, della sua cucina, che sciolgono le lingue
dei presenti verso la conoscenza dell’altro.
Acciughe, mangiate insieme, dopo aver ascoltato la storia. Condite in
12 modi, quanti i mesi dell’anno, stese su fette di pane al burro,
prezzemolo, pomodoro, cipolla, finocchietto selvatico e pinoli, sulla
zucca, le patate, sui peperoni, nocciole e sedano rapa, imbarcata su
foglie di cavolo, o di belga, approda su uno strato di marmellata di
arance.

“E lei, l’acciuga, la puntina ,guizza, salta, vuol fuggire
l’immobilità della campagna e quella solenne della montagna per
tornare al mare…. e ritornare. Lei legame dei popoli, dove neanche
le montagne sono confine, e solcandole non puoi che trovare storie dal
gusto di vita”.