Quando:
16 marzo 2019@18:15
2019-03-16T18:15:00+01:00
2019-03-16T18:30:00+01:00
Dove:
Libreria Livrè
Ivrea

Giorgio Caponetti sarà in libreria per presentare il suo libro “Il Grande Gualino. Vita e avventure di
un uomo del Novecento”
(UTET)

colloquierà con l`autore l`antiquario Marco Datrino…quindi si preannuncia una serata a dir poco pirotecnica!

Giorgio Caponetti, dopo il grande successo avuto con “Quando l’automobile uccise la cavalleria” torna a parlarci del Novecento Italiano attraverso la figura di Riccardo Gualino – nato nel biellese – uno dei più grandi industriali e mecenati italiani al pari di nomi ben più noti come Agnelli e Olivetti.
“Il grande Gualino” ne descrive con accuratezza storica e vivacità narrativa la vita straordinaria, ricca di viaggi, incontri, avversità (antifascista, fu mandato al confino da Mussolini dopo il tracollo economico del ’29) e amicizie memorabili: D’Annunzio, Gobetti, Ni?inskij, Solomon Guggenheim, Curzio Malaparte, Winston Churchill, Sophia Loren, Liz Taylor? fino al rapporto simbiotico con la moglie Cesarina Gurgo alla quale, dopo decenni passati con gli uomini d’affari più importanti del mondo, non smise mai di rivolgersi in piemontese. Uomo ricchissimo e raffinato, dalla personalità poliedrica e innovatrice, si espresse in molteplici e fortunate attività: da commerciante di legname e imprenditore tessile a fondatore di aziende nel settore chimico e alimentare, a finanziere e vicepresidente della Fiat fino a diventare, nel secondo dopoguerra, produttore dei film di Visconti e Lattuada con la sua pionieristica Lux Film, che ispirò i giovani Carlo Ponti e Dino De Laurentis.
Raffinato collezionista e grande mecenate, amico dei critici Edoardo Persico e Lionello Venturi, Gualino finanziò l’attività artistica de I Sei di Torino (Boswell, Chessa, Galante, Carlo Levi, Menzio, Paulucci), formatisi alla scuola di pittura di Felice Casorati, che lo ritrasse in un famoso dipinto in veste di gran signore rinascimentale; amante di tutte le arti, nel suo Teatro di Torino ospitò musicisti quali Igor Stravinskij e Alfredo Casella, i balletti russi di Serge Djagilev e il Teatro Habima di Tel Aviv. Dall’entourage cosmopolita, colto e
raffinato di Gualino, lo scrittore e regista Mario Soldati trasse ispirazione per il romanzo “Le due città” (1964).