IVREAESTATE 2020? CANCELLATA.

Dopo più di trent’anni l’estate eporediese sarà orfana di Ivreaestate

Appena sono state indicate dal governo le date per la riapertura delle attività culturali, abbiamo avanzato la proposta di “una manifestazione straordinaria di spettacoli estivi” agli operatori culturali del territorio e all’amministrazione comunale. Il significato evidente e dichiarato della proposta era di contribuire alla ripartenza sociale e culturale della città.
Vista la assoluta eccezionalità della situazione, dopo tre mesi di chiusura di tutte le attività, avevamo pensato a una struttura eccezionale: un unico spazio per un cartellone condiviso con diversi operatori culturali della città (Il Contato del Canavese, Morenica, Andromeda, Archivio Nazionale Cinema d’Impresa con il Polo del ‘900, Festival Cinemambiente, Cinema Politeama, Cinema Boaro, Ass. Il Timbro, Libreria Mondadori) per il periodo luglio-metà settembre.
Verificato che le nuove norme anti covid sarebbero state impegnative, ma potevano essere rispettate (distanziamento, temperatura, percorsi separati, ecc.), abbiamo rapidamente presentato la bozza di progetto all’Amministrazione comunale il 29 maggio in presenza del sindaco Sertoli e dell’assessora Casali, definito successivamente con il prospetto economico e il dettaglio degli artisti coinvolti il 5 giugno, per un totale di 44 appuntamenti previsti dal 1° luglio al 12 settembre 2020.
Precisiamo che non solo non era arrivata alcuna richiesta del Comune per immaginare una manifestazione estiva, ma non un cenno di apprezzamento, non un segno rassicurante l’intenzione di voler sostenere l’iniziativa è trapelato in occasione dell’incontro, lasciandoci così nell’incertezza. Addirittura nell’incontro ci è stato precisato che avremmo dovuto partecipare ad un bando che il Comune non aveva (e non ha ancora) emesso,
La risposta ufficiale, attesa entro il 15 giugno, si è protratta poi fino al 19 giugno quando in un secondo incontro in Comune, da noi sollecitato, ci è stato comunicato che “in via straordinaria” il contributo sarebbe stato pari a quello dello scorso anno, meno della metà di quanto richiesto e insufficiente non solo a coprire i costi aggiuntivi quest’anno necessari per rispettare le direttive ministeriali, ma anche del tutto inadeguato rispetto a un’edizione che avrebbe voluto restituire ossigeno e vitalità ai tanti artisti, teatranti e musicisti del territorio duramente colpiti dall’emergenza sanitaria.
Mai nessuno in trent’anni di lavoro, infine, ci aveva chiesto che il programma definitivo, compresi i titoli dei film, venisse prima valutato e approvato dall’Amministrazione.
A queste condizioni non potremo organizzare nessuna Ivreaestate.
Non si può perché, come chiunque può comprendere, la situazione del 2020 è completamente diversa da quella del 2019 e non si può neppure immaginare che il contributo dell’anno scorso (già inadeguato, oggetto di forte discussione e causa di un’edizione ridotta nell’estate scorsa) possa essere sufficiente quest’anno in cui le spese sono notevolmente maggiori e le entrate molto minori (diminuzione dei posti a sedere, difficoltà a utilizzare locali al chiuso in caso di maltempo, incertezza degli sponsor,…).
Non si può perché la manifestazione ha senso se inizia almeno nel mese di luglio e lo sforzo (economico e organizzativo) si giustifica se il periodo di svolgimento copre larga parte dell’estate, con numerose e diverse proposte. Ed oggi i tempi per iniziare in luglio sono diventati strettissimi e si rischierebbe di non riuscire anche facendo i salti mortali.
Non si può perché i soldi sono davvero troppo pochi (anche se, quando si vuole, li si trova) e, come prospettato nel conto economico, non bastano neppure per allestire lo spazio di tutto ciò che è necessario (allaccio energia, montaggio palco e schermo, affitto sedie e proiettore, attrezzature e servizi per il rispetto delle norme anti contagio, adempimenti per l’agibilità ordinaria per il pubblico spettacolo e straordinaria per la particolare situazione di quest’anno, ecc.).
Non si può perché, se dopo trentatré anni dobbiamo ancora essere giudicati sulla capacità di proporre un programma culturalmente valido, vuol dire che l’esperienza per l’Amministrazione conta zero.
Non si può perché coprirebbe l’atteggiamento di un’Amministrazione comunale che dimostra di non avere alcun interesse, oltre alle belle parole, a un vero segnale di rilancio della città, non solo in termini culturali ma anche di valorizzazione delle energie del territorio e, insieme, mostra di non avere alcun interesse a una manifestazione che accompagni e allieti chi sarà costretto a passare in città l’estate 2020.

Ivrea, 21 giugno 2020
Associazione culturale Rosse Torri