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Il
giornale di un’altra Ivrea
Cessate
le trasmissione di Radio Rosse Torri nel 1983, la cooperativa
rosse torri costituitasi per "la gestione ed edizione
con qualunque sistema di comunicazione programmi di informazione
democratica" (come si legge nello statuto), già
nel 1984 ritentò l’avvio di un giornale quindicinale
di informazione locale. Fu "INFORMATTIVA",
realizzato in proprio con i poverissimi strumenti informatici
dell’epoca.
Due soli numeri zero, realizzati nel dicembre 1984 e nel febbraio
1985, bastano per capire che i tempi non sono maturi e le
forze non sufficienti.
Ma, tre anni dopo, nel novembre del 1988, nasce varieventuali.
All’inizio un "giornale bacheca" in cui associazioni,
gruppi, comitati, pubblicano i propri documenti, scrivono
i propri articoli, aprono dibattiti e pongono all’attenzione
dei lettori i fatti, gli avvenimenti e i problemi della vita
cittadina.
La redazione, in questa fase, è poco di un punto di
raccolta ed organizzazione del materiale prodotto dall’associazionismo,
limitandosi a qualche articolo di commento.
La realtà sociale cambia e anche ad Ivrea la partecipazione
ad associazioni, gruppi e così via si riduce sempre
più.
varieventuali cambia un po’ faccia e cerca di diventare strumento
di stimolo e di riflessione critica sugli avvenimenti.
La riunione di redazione diventa sempre di più un luogo
di dibattito politico e culturale che, nonostante una buona
(e sana!) dose di anarchia, sfocia sempre (a volte incredibilmente)
nella stesura del giornale. E’ così: spesso, alle tre
del mattino, dopo una lunga domenica passata a riordinare
i materiali e a impaginare il giornale, ci chiediamo come
sia stato possibile, ancora una volta, chiudere quel numero.
La prima parte del giornale, che nella nostra suddivisione
interna chiamiamo "società", si occupa
di tutto quanto riguardi il lavoro (Olivetti o ex-Olivetti,
altre realtà, sindacato), ambiente, scuola, attività
di gruppi e associazioni, cooperazione e aiuti internazionali,
istituzioni locali (Consiglio comunale, polemiche, opposizioni)
e quant’altro accada nel nostro territorio (esclusa, un po’
per scelta e un po’ per evidente impossibilità, la
cronaca).
Lo spazio dedicato alla "cultura e spettacoli"
riporta gli avvenimenti più importanti di cinema, teatro
e musica del nostro territorio, informando in modo puntuale
anche sugli appuntamenti futuri. E c’è spazio anche
per le mostre, i libri, i dischi, i concerti e per le più
svariate manifestazioni culturali della zona e di Torino,
Biella Aosta.
Nel corso della sua storia varieventuali ha veicolato anche
diverse iniziative collaterali gestite da collettivi redazionali
autonomi quali Mal’aria (giornale dei lavoratori della sanità),
Malafemmene (con una redazione tutta femminile), l’osservatorio
sull’informazione, varieventuali junior (prodotto dai ragazzi
della scuola media di Piverone).
ll tentativo di mantenere un ruolo attivo nella politica cittadina
ha assunto per varieventuali la forma dei dibattiti pubblici
che negli ultimi anni hanno visto una buona partecipazione
dei cittadini. Solo per citarne alcuni:: il dibattito sugli
scontri tra polizia e giovani dei centri sociali nel dicembre
’93, l’incontro con alcuni testimoni della vita e della lotta
degli indios del Chiapas nel gennaio 1994, il dibattito sulla
crisi al Comune nell’ottobre del 1997, il confronto sul ruolo
dell’informazione (in seguito agli avvenimenti legati al funerale
di Edoardo Massari) nel 1998, le iniziative contro la guerra
in corso nei Balcani, l'apertura di un dibattito sulla "Sinistra",
la proposta di costituzione di un comitato per il NO ai referendum
antisociali, l'incontro sulle mutazioni in corso nel mondo
del lavoro (con Gabriele Polo e la RSU dell'Omnitel), sul
carcere (con la partecipazione di Davide Petrini e del direttore
della Casa Circondariale eporediese) e altri ancora.
Un ruolo attivo, fortemente impegnato politicamente (ci piace
dire partigiano"), ma non legato ad alcuna forza di partito
(e, forse per questo, spesso malvisto anche dai partiti di
sinistra).
varieventuali vive grazie ad una scelta precisa dell’editore
(la Cooperativa Rosse Torri). Una
scelta costosa, in termini economici e di impegno. Una scelta
che ha bisogno di essere "confortata" (con denaro
e partecipazione).
C’è bisogno di tutto: di soldi (perciò accettiamo
volentieri sottoscrizioni ed abbonamenti sul c/c postale
n. 27090109 intestato a cooperativa Rosse Torri - Ivrea),
ma anche di persone che scrivano articoli, battano testi,
aiutino ad impaginare, etichettino e spediscano, lo consegnino
alla ditta che cura la distribuzione nelle edicole dell’Eporediese,
diffondano le locandine di ogni numero (nelle edicole e altrove),
ci aiutino ad inventare un’efficace campagna pubblicitaria,
….
Avanti, c’è posto.
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