Quando:
5 ottobre [email protected]:00
2019-10-05T22:00:00+02:00
2019-10-05T22:15:00+02:00
Dove:
Zac!
Ivrea

Il grande ritorno dei Clever Square, con un nuovo album omonimo il 24 maggio 2019 per Bronson Recordings: il college rock della maturità

Nella foto di copertina di Clever Square, in uscita il 24 maggio 2019 per Bronson Recordings, Giacomo D’Attorre – voce, chitarre e, in pratica, deus ex machina della ragione sociale Clever Square – si nasconde dietro ai rami di un albero. Eppure questo è l’album in cui l’artista ravennate, operativo a Bologna da circa un decennio, si “scopre” in assoluto di più. “Sì, è il disco dove mi scopro di più. Inserire la mia faccia sulla copertina è un atto coraggioso: ho capito subito che dovevo scegliere questa foto, scattata da Gianna D’Arco, perché mi sono sentito libero di farmi ‘vedere’ agli ascoltatori. Ho superato il disorientamento causato dalla fine del gruppo – scioltosi nel 2015 – e mi sono rimesso in gioco con altre persone. È stata una bella sorpresa, in primis per me stesso”.

Il titolo del disco, omonimo, è un ulteriore indizio di ripartenza, anzi una dichiarazione di riconquista. Quella della musica, di cui Giacomo si è riappropriato appieno. Clever Square è il terzo album ufficiale dei Clever Square, senza contare i primi due album autoprodotti e i sei EP che ne completano la produzione. Dalla nascita della band, avvenuta in un garage di Ravenna durante l’estate del 2005, e dall’originario approccio lo-fi, il turning point è stato infatti rappresentato dai più elaborati Natural Herbal Pills e Nude Cavalcade, pubblicati rispettivamente nel 2013 e 2015 da Flying Kids Records. Clever Square, adesso, inaugura un capitolo del tutto nuovo con brani risalenti al periodo che va dal 2015 al 2017, a eccezione di un paio di episodi più datati. Per Giacomo è cambiato anche il metodo di scrittura: “Compongo in prevalenza come ‘sfogo’, per inevitabile urgenza comunicativa, ma ultimamente ho acquisito una maggiore consapevolezza. Abbiamo iniziato a incidere nel gennaio 2018: il processo, però, è stato lento e travagliato perché avevo bisogno di ritrovare la fiducia e la forza, appunto, di riprendere un discorso rimasto in sospeso, di espormi dopo la rottura della band e le conseguenti aspettative deluse. In fondo, si tratta di abbracciare serenamente le proprie fragilità. I nuovi pezzi sono frutto della crisi e dei motivi per cui, nonostante tutto, vale la pena uscire dalla stanza e mostrarsi agli altri”