Quando:
11 Marzo 2022@20:45
2022-03-11T20:45:00+01:00
2022-03-11T21:00:00+01:00
Dove:
Teatro Giacosa
Ivrea

Elaborazione del testo di Gabriele Vacis e degli Allievi Attori della Scuola del Teatro musicale (III anno a.a. 2020/21)
musiche di scena di Fabrizio De André
con Claudia Bernardi, Giovan Battista Calandra, Erica Camiolo, Jacopo Dolce, Martina Dulio, Giulia Facchetti, Eleonora Fasano, Federica Giudici, Enea Lorenzoni, Gaia Marassi, Yvette Queirolo, Chiara Romagnoli, Ilaria Tonali, Patrick Zanetta.
regia e scene Gabriele Vacis

con il patrocinio della Fondazione De André Onlus

Il progetto, oltre ad essere la prova finale di diploma degli studenti, avrà anche l’obiettivo di diventare una produzione di STM che ha già in calendario una programmazione di una tournée nazionale nella primavera del 2022.
L’attenzione di STM verso le attività di produzione artistica, come previste per tutte le istituzioni AFAM, permetterà agli studenti una continuità lavorativa subito dopo il diploma e questo progetto li guiderà nell’acquisizione delle competenze, non solo artistiche, ma anche di produzione e organizzative.

«”Piccola città” di Thornton Wilder è un testo del 1938. Grosso modo racconta qualcosa che Italo Calvino, nelle sue “Città invisibili”, diceva così: – Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Zaira dagli alti bastioni. Potrei dirti di quanti gradini sono le vie fatte a scale, di che sesto gli archi dei porticati, di quali lamine di zinco sono ricoperti i tetti; ma so già che sarebbe come non dirti nulla. Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato. – Grover’s Corners, la piccola città di Thornton Wilder, è un luogo della mente in cui la memoria la fa da padrona. Sicuramente Wilder, quando ha scritto la commedia, aveva in mente l’antologia di Spoon River di Edgard Lee Masters, del 1915. Nel 1971 Fabrizio De André s’ispira a Lee Master per il suo concept album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”. Le interazioni fra queste tre opere straordinarie sarà l’oggetto del lavoro. Il corto circuito che si produrrà genererà non una messinscena, ma una “composizione” che racconterà relazioni tra persone che costruiscono storie, vite, memorie»