Quando:
8 marzo [email protected]:45
2019-03-08T14:45:00+01:00
2019-03-08T15:00:00+01:00
Dove:
Auditorium Liceo Botta
Ivrea

Microtracce, il “megaminimondo” della criminalistica, ovvero note dall’infinitamente piccolo

Introduce Adele Rovereto (docente del liceo Botta)

Grazia Mattutino: nel 1984 inizia la frequenza dell’allora Istituto di Scienze Medico-forensi collaborando con il professor Carlo Torre (1946 – 2015) medico e insigne criminologo di san Maurizio Canavese. Dal 1995, anno in cui viene formalizzata l’esistenza del Laboratorio di Scienze Criminalistiche, ha collaborato alla conduzione della sezione di microscopia elettronica e ha svolto in piena autonomia attività di ricerca in tema di microtracce in traumatologia medico legale (in particolare ricerca delle tracce dello sparo, nonché studio di reperti umani antichi). I risultati del lavoro di ricerca svolto con il professor Carlo Torre su possibili origini ambientali di particelle a composizione simile a quelle delle tracce dello sparo di maggiore diffusione, ha portato alla revisione nel 2007 della classificazione internazionale utilizzata presso i laboratori di Polizia Scientifica.
Ha svolto opera di ausiliario tecnico del professor Carlo Torre in casi di interesse giudiziario molto controversi (si ricordano, il riesame del “caso Mattei”, il caso “Marta Russo”, l’omicidio a Mogadiscio della giornalista Ilaria Alpi; la morte di Carlo Giuliani durante i disordini del “G8” di Genova, quella della contessa Vacca Agusta a Portofino, il “caso Franzoni”, la “strage di Erba”, il caso “Meredith Kercher”). Dal 2003 è stata consulente per il pubblico ministero in tema di ricerca di tracce dello sparo per le Procure della Repubblica presso il Tribunale di Torino, Alba, Locri e Trani; perito, sempre in tema di ricerca di tracce dello sparo, per il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale per i Minori di Milano e per la Corte di Assise di Nuoro.

Dal 20 luglio 2018 è responsabile della sezione di microscopia elettronica del Laboratorio di Scienze Criminalistiche “Carlo Torre” e del Laboratorio per lo Studio del Cadavere dell’Università di Torino.