Per la cittadinanza onoraria ai concittadini stranieri che abbiano terminato un ciclo di studi in Italia

Comunicato di Laboratorio Civico
AVVIATA LA RACCOLTA DI FIRME PER UNA DELIBERA SULLA CITTADINANZA ONORARIA AI CITTADINI STRANIERI CHE ABBIANO TERMINATO UN CICLO DI STUDI IN ITALIA

Laboratorio Civico Ivrea ha avviato una raccolta di firme per presentare in Consiglio Comunale, secondo quanto previsto dallo statuto del Comune di Ivrea, una proposta di delibera che prevede la concessione della cittadinanza onoraria ai cittadini stranieri che abbiano terminato almeno un ciclo di studi in Italia, secondo il principio cosiddetto dello Ius Scholae.
È questo un principio di grande civiltà, che sostanzialmente definisce come cittadini italiani coloro che ne conoscono la cultura e la lingua, avendo frequentato con successo le scuole in Italia.
Riteniamo più che mai necessaria una riforma di civiltà destinata a dare una risposta normativa a giovani che sono già italiani di fatto ma che per la legge italiana risultano stranieri: giovani nati o cresciuti nel nostro Paese, che frequentano le scuole italiane, che studiano e giocano con i nostri figli, che parlano i nostri dialetti, che vivono questo come il loro Paese, che sono cittadine e cittadini italiani nella sostanza della propria vita, anche se la legge non li riconosce tali.
Nelle ultime settimane, è stata in discussione in Parlamento una proposta di legge di modifica della legge sulla cittadinanza, che prevede l’adozione del principio dello Ius Scholae, così come molti Comuni hanno già adottato una delibera che preveda la cittadinanza onoraria secondo il medesimo principio. Ci auguriamo che alla ripresa di lavori parlamentari, questa importante riforma possa infine realizzarsi.
Siamo intanto impegnati a raccogliere entro il 3 ottobre, almeno 300 firme di elettori della Città di Ivrea a sostegno della proposta, perché possa essere portata in discussione in Consiglio Comunale.
Se la delibera verrà approvata, sarà questo un atto di grande valore simbolico, che testimonierebbe della tradizione di accoglienza ed inclusione, della attenzione dei diritti, della nostra Città.

Sarà possibile firmare presso il negozietto dello Zac tutti i giorni durante la pausa pranzo, oppure
Il 10 settembre a Bellavista, Piazza I Maggio, dalle 10 alle 18
Il 17 settembre in Corso Cavour, dalle 10 alle 18
Il 24 settembre (solo la mattina) all’Altromercato allo Zac
Consegneremo le firme in Municipio il giorno 3 ottobre, in occasione della Giornata Nazionale delle Vittime dell’Immigrazione.
Chi è interessato alla campagna e voglia firmare o contribuire può contattarci alla mail  [email protected]

A seguire, il testo della proposta di delibera su cui raccogliamo le firme

Proposta di Delibera di Consiglio su iniziativa dei cittadini ai sensi dell’art. 58 dello Statuto della Città di Ivrea
Il Consiglio Comunale di Ivrea
Premesso che:
– Con Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 27 marzo 2012, il Comune di
Ivrea disponeva “il conferimento della cittadinanza onoraria ai cittadini stranieri nati nella città di Ivrea e ivi residenti, come risulta dal registro dell’Anagrafe del Comune, da almeno cinque anni nella nostra Città”
Considerato che:
 L’articolo 2 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea
generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, afferma che « Gli Stati parte si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza. Gli Stati parte adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari».
 Il tema dell’integrazione dei cittadini e delle cittadine straniere in Italia e in Europa è una delle sfide più impegnative da affrontare per gli Stati Europei ed è un impegno sul quale si gioca il futuro stesso del nostro Paese. La necessità di una nuova legislazione in materia di cittadinanza per gli stranieri che risiedono in Italia è oggetto del dibattito politico in Parlamento, in molte Regioni, Province e Comuni del nostro Paese.
 Nella Convenzione Europea sulla Nazionalità conclusa tra gli Stati membri del Consiglio di Europa il
6/11/1997, ancora in attesa di essere ratificata da parte del nostro Paese, è previsto che ciascuno Stato faciliti, nell’ambito del diritto domestico, l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul suo territorio e ivi domiciliate legalmente e abitualmente” (art.6 paragrafo 4, lettera c),
 L’articolo 3 della Costituzione Italiana garantisce che “tutti i Cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
 Tante sono state le iniziative che hanno animato la discussione della Riforma della legge sulla Cittadinanza nel Paese, a partire dalla campagna nazionale «L’Italia sono anch’io», che ha consentito la raccolta di oltre 200.000 firme e una proposta di legge d’iniziativa popolare in parte recepita in uno dei testi proposti per la discussione parlamentare.
 Si impone una modifica della Legge n. 91 del 1992 sulla concessione della cittadinanza italiana, alla luce dei mutamenti che hanno interessato la struttura demografica, sociale e culturale del nostro Paese, per superare una discriminazione che riguarda tra l’altro una fascia di popolazione vitale e vulnerabile come quella dei minori. La mancanza della cittadinanza, oltre ad imporre a questi giovani «italiani» l’obbligo di rinnovare ciclicamente il permesso di soggiorno, priva loro – di fatto discriminandoli – di alcuni diritti fondamentali per il loro futuro umano e professionale, come la possibilità di partecipare a concorsi pubblici, la libera circolazione nei Paesi dell’Unione europea e, per alcuni di loro, il diritto di elettorato attivo e passivo. E’ più che mai necessaria una riforma di civiltà destinata a dare una risposta normativa a giovani che sono già italiani di fatto ma che per la legge italiana risultano stranieri, come spesso stranieri sono considerati anche nei Paesi di origine dei loro genitori: giovani nati o cresciuti nel nostro Paese, che frequentano le scuole italiane, che studiano e giocano con i nostri figli, che parlano i dialetti della nostra Italia, che vivono questo come il loro Paese, che sono cittadine e cittadini italiani nella sostanza della propria vita, anche se la legge non li riconosce tali.
 Il riconoscimento ai giovani di origine straniera della cittadinanza può agevolare un percorso di integrazione reale dove veder affermata l’idea di una comunità al contempo unica e plurale, in cui le diversità culturali e religiose siano una ricchezza e non un problema, in cui il dialogo, il confronto, il rispetto dei diritti e dei doveri della Costituzione siano capisaldi.

Considerato inoltre che:
 È in discussione nel Parlamento Italiano una proposta di legge di riforma della legge n. 91 del 1992 che introduce un principio cosiddetto di “ius scholae” in base al quale costituisce condizione per la concessione della cittadinanza ai bambini stranieri l’aver frequentato almeno un ciclo scolastico in Italia e che tale proposta ha già ricevuto un primo via libera dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera.
 Lo Statuto del Comune di Ivrea recita, all’ Art.1 comma 1: “Il Comune, denominato Città di Ivrea, è costituito dalla Comunità delle donne e degli uomini eporediesi, la rappresenta, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo economico, sociale e culturale”, precisando al successivo comma 2: “Sono eporediesi tutti coloro che risiedono nel territorio del Comune”;

DELIBERA DI PREVEDERE:
 l’istituzione, nelle more della approvazione di una organica riforma della legge, di un Elenco specifico dei Cittadini Onorari di Ivrea, nel quale verranno iscritti di diritto tutti i minori nati ad Ivrea ovvero residenti ad Ivrea anche se nati all’estero, che abbiano completato almeno un ciclo di studi scolastico o formativo sul territorio nazionale;

 la programmazione di una cerimonia, da tenersi il giorno 20 novembre di ogni anno, in concomitanza con la “Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza”, durante la quale consegnare ai nuovi Cittadini Onorari un’attestazione della nuova condizione;
 la promozione di un percorso di consapevolezza rivolto a tutti i minori stranieri residenti nel Comune di Ivrea e ai loro genitori, con l’obiettivo di diffondere tutte le informazioni utili al conseguimento della cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni di età per coloro che ne hanno diritto stando alle disposizioni della normativa del 1992, e al contempo informare i soggetti, anche coloro che non sono tutelati dalla normativa vigente, su quelli che sono i loro diritti e doveri;

DI DARE MANDATO al Sindaco e alla Giunta comunale di attuare quanto previsto.