Con Bugonia, commedia dell’assurdo il cui titolo si rifà al mito della generazione spontanea della vita, Yorgos Lanthimos (già regista di Povere creature!) prosegue a cesellare la sua poetica peculiare, provocatoria e straniante: api operaie e ape regina, distopia e Teatro dell’Assurdo, satira oscura e sovvertimento sociale, violenza e miseria, realismo e surrealismo, umanità e androidi, morte e rinascita, istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione.

Si informa che:
– al cinema sono in distribuzione in formato cartaceo (e cliccando qui in pdf)  le schede dei prossimi 8 film in programma; [ATTENZIONE: si conferma che i giorni di programmazione del Cineclub sono sempre il martedì e il giovedì anche per i prossimi 8 film. Pertanto sono corrette le date, ma su alcune schede distribuite degli ultimi otto film in programma compare l’errata l’indicazione di proiezioni al mercoledì (giornata di chiusura per riposo del cinema Splendor Boaro)].
– sono disponibili all’ingresso del cinema (e cliccando qui in pdf) le consuete “pagelline” da compilare e depositare al cinema o inviare con mail a [email protected] entro il 23 aprile 2026 per le valutazioni del secondo gruppo di 8 film programmati (dal 3 febbraio al 9 aprile);
– è stata necessaria una VARIAZIONE DI PROGRAMMA perché il film CINQUE SECONDI, in programma il 5 e 7 maggio, a causa di un contenzioso tra la produzione e la società di distribuzione, non potrà essere proiettato e sarà sostituito dal film GIOIA MIA di Margherita Spampinato (stessi giorni e orari di programmazione). Cliccando qui il programma con la variazione sopraindicata.
– È ancora possibile iscriversi (tessera a € 20 per l’ingresso agli ultimi 8 film).
– È’ possibile assistere alle singole proiezioni dei film in programma con il pagamento di un biglietto di € 6,00;
– È possibile ricevere la newsletter con la programmazione del cinema Splendor Boaro (cliccando qui).

Qui di seguito la scheda del film in programma martedì 14 e giovedì 16 aprile.

Crossing Istanbul

Martedì 14 aprile: ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30
Giovedì 16 aprile: ore 15.30 – 17.40*

*ultima proiezione di giovedì in versione originale inglese sottotitolata in italiano

Regia: Yorgos Lanthimos / Interpreti: Emma Stone, Jesse Plemons, Aidan Delbis, Alicia Silverstone, Marc T. Lewis, Stavros Halkias, J. Carmen Galindez Barrera, Cedric Dumornay, Vanessa Eng, Momma Cherri, Rafael Lopez Bravo, Teneisha Ellis, Roger Carvalho, Yaisa / Sceneggiatura: Will Tracy / Tratto dal film “Save the Green Planet!” di Jang Joon-hwan (2003) / Fotografia: Robbie Ryan / Musiche: Jerskin Fendrix / Montaggio: Giorgos Mauropsaridis / Produzione: Yorgos Lanthimos, Ari Aster, Lars Knudsen, Emma Stone / Distribuzione: Universal Pictures / Origine: USA, Corea Del Sud, Irlanda, Gran Bretagna, Canada, 2025 / Durata: 2h e 0’

Film selezionato con Consulta Giovani di Ivrea

Scheda filmografica 17

Il giovane apicoltore Teddy e il suo migliore amico vivono di complotti e cospirazioni; un giorno rapiscono Michelle, CEO di una multinazionale farmaceutica, convinti che sia un’aliena venuta a distruggere la Terra. Durante l’interrogatorio asfissiante cui la sottopongono, le loro convinzioni si sfaldano, la donna si ribella e si innesca un gioco al massacro tanto surreale quanto scioccante.
In Concorso alla Mostra Internazionale d’arte Cinematografica di Venezia 2025.

(…) Il remake in lingua inglese del film del 2003 Save the green planet (Jigureol Jikyeora!) del sudcoreano Jang Joon-hwan (che figura tra i produttori esecutivi) nelle mani di Yorgos Lanthimos, e nella riscrittura di Will Tracy, diventa un modo di raccontare l’America e in generale il mondo di oggi, da essa pesantemente influenzato.
L’allusione a una società che non rispetta più le regole e i limiti di una democrazia, che confonde in ogni ambito verità e falsificazione, e in cui la realtà supera la fantasia nella scala Richter dell’assurdo, è più che esplicita. Il titolo stesso rimanda a una falsa credenza, evocata nel mito di Aristeo nelle Georgiche di Virgilio, per cui dalla carcassa di un bue morto può nascere uno sciame di api (la società perfetta). Ma la domanda cruciale è quanto Lanthimos si prenda sul serio, se Bugonia , cioè, vada posizionato sulla stessa linea di altri suoi film, più densi e realmente provocatori, o se piuttosto, come ci piace pensare, si tratti di un divertissement, della beffarda constatazione, da parte di un regista intelligente, che solo un film stupido (l’aggettivo va riferito al genere) possa offrirsi come specchio di un’umanità instupidita.
La soluzione è l’estinzione? Più che una proposta sembra una facile profezia, ma Lanthimos non è interessato né all’una né all’altra, preferendo – da buon cineasta – stare a guardare, anziché offrire soluzioni. Più commedia nera che thriller psicologico, il film, girato in Vista Vision, con una precisa scelta di colori primari (giallo per Teddy, rosso per Michelle), dal punto di vista formale è però meno sperimentale dei precedenti, e conta un’ultima sequenza lunga che sembra uscita da un fumetto, nella quale la componente divertita è definitivamente dichiarata. (…)
(Marianna Cappi)

(…) il decimo lungometraggio in ventiquattro anni, il terzo negli ultimi due, per il prolifico Yorgos Lanthimos – già al lavoro su due adattamenti letterari.
Qui ricorre al mito classico della rigenerazione e della fecondità per sostanziare il suo nuovo dramma grottesco: il fenomeno della Bugonia domina il quarto libro delle “Georgiche” virgiliane in cui si racconta dell’apicoltore e allevatore Aristeo che, uccisa involontariamente Euridice, sacrifica quattro tori agli dèi per placarne l’ira, finché proprio dalle carcasse animali vedrà spuntare nugoli di nuove api.
Trapiantando il mito nell’Occidente capitalista – un’operazione simile caratterizzava The Lobster e Il sacrificio del cervo sacro che attualizzava l’Ifigenia euripidea -, Lanthimos gira un remake inglese della commedia sci-fi coreana Salviamo il pianeta verde!, un piccolo cult scritto e diretto da Jang Joon-hwan, variandone i personaggi e piegandolo ai suoi registri espressivi d’elezione: il nucleo fantascientifico d’origine è espanso nei territori del thriller psicologico e risciacquato nella commedia nera in salsa grottesca, il tutto controllato dal solito crudo realismo di regia.
Su impulso di Ari Aster – co-produttore del film – insieme a Joon-hwan, Will Tracy, penna fina di Hollywood (The Menu e la serie Succession nel pedigree), firma la sceneggiatura di un film che sin dal trailer tradisce la solita estetica ricercata; il fido direttore della fotografia Robbie Ryan ha girato in 35mm formato Vista Vision per donare alle immagini un effetto vintage e granuloso che svaria dai toni chiari e aciduli agli interni umbratili tanto cari al regista. (…)
Api operaie e ape regina, distopia e Teatro dell’Assurdo, satira oscura e sovvertimento sociale, violenza e miseria, realismo e surrealismo, umanità e androidi, morte e rinascita, istinto di sopravvivenza e quello di sopraffazione. Con il solito manipolo di fedelissimi (…), il cantore della Weird Wawe greca sorta dalle ceneri della crisi economica del 2008, prosegue a cesellare la sua poetica così peculiare, provocatoria e straniante, fortemente radicata nelle storture della società capitalistica.
(Davide Zazzini)

(…) il film è quasi interamente incentrato in questo tour de force quasi polanskiano tra vittima e carnefice, in cui irrompe da subito una riflessione sulle classi sociali sparata a chiare lettere nel primo montaggio alternato, per poi inchiodarsi sulla linea di confine indiscernibile di realtà e immaginazione, verità e disinformazione. Eccoci allora una volta ancora davanti alla specialità del team Lanthimos/Stone: il film-manifesto, la dark-comedy “teorica” con cui disintegrare la società degli uomini e delle idee.
E quindi Bugonia è l’ennesima emanazione di un cinema inevitabilmente e programmaticamente “attuale”, che si propone come sala operatoria saggistica di contenuti post-umani e post-ideologici (“Ho attraversato tutto l’apparato digerente: destra, estrema destra, progressismo, marxismo”, confessa Teddy a Michelle), fatto di personaggi automatizzati, il cui dolore è già un’eco lontana, qualcosa che si è perso nel fuori campo e ha lasciato il posto alla persistenza ossessiva dell’auto-annullamento e della comica finale. (…)
(Carlo Valeri)

(…) Bugonia – titolo che si rifà al mito della generazione spontanea della vita, poi inscritto nelle Georgiche virgiliane, con lo sciame di api che nasce dal ventre di un bue morto – dà un colpo ai complottisti e uno al complotto, declina in dark comedy le traiettorie del solito umorismo caustico caro al regista di La favorita The Lobster, che dirige per l’ennesima volta (la quarta consecutiva) Emma Stone e richiama a sé Jesse Plemons: la prima è Michelle, la potentissima CEO di una multinazionale che si occupa di ricerche scientifiche, il secondo è Teddy, un apicoltore cospirazionista che vive con il cugino un po’ picchiatello. (…) Commedia dell’assurdo governata dall’abituale sguardo asettico, Bugonia è meno respingente (e noioso) di Kinds of Kindness, ugualmente verboso ma tutto sommato divertente: la battaglia giocata sui nervi tra carnefice e vittima (Emma Stone ci rimetterà capigliatura e ginocchio…) diventa manifesto di lotta tra due modi di pensare il mondo, distopia paradossale che si fa iperbole straniante e lisergica (ancora una volta Lanthimos si affida alle musiche di Jerskin Fendrix, con quegli archi minacciosi…), critica dissacrante al sottobosco delle paranoie e alla cultura corporate (…)
(Valerio Sammarco)

Si rammenta che:
– sarebbe sempre meglio spegnere il telefono prima dell’ingresso in sala, ma è comunque vietato utilizzarlo in qualsiasi modo nel corso della proiezione del film;
– è opportuno non deteriorare la tessera, lasciarla nell’apposita bustina trasparente e, per ogni evenienza, conservare una fotocopia o una scansione (meno consigliata la foto perché più facilmente soggetta a imperfezioni quali riflessi, ombre,…) del codice a barre.che regola l’ingresso in sala;

E’ La voce di Hind Rajab il film più apprezzato tra i primi 8 programmati dal Cineclub Ivrea da novembre 2025 a gennaio 2026

Sono 247 le “pagelline” di valutazione dei primi 8 film programmati in questa 63esima edizione del Cineclub Ivrea. I giudizi complessivi sono positivi perché solo un film resta sotto il 7 (ma raccoglie comunque un giudizio di piena sufficienza), mentre tutti gli altri sono “promossi” a pieni voti.
Le valutazioni sono molto diversificate tra loro: nessun film ha ricevuto almeno la sufficienza da tutte le schede, come pure nessuno non ha ricevuto neppure un 10 (e, ovviamente, chi ne ha ricevuti di più si è piazzato ai primi posti tra i più graditi).
Diverso è anche il numero dei voti espressi per ciascun titolo, come riportato nella tabella che si può consultare cliccando qui.
Non resta che augurarsi che i prossimi film in programma incontrino un gradimento simile a quello registrato per questi primi otto.

Prossimi film della LXIII edizione

21 e 23 Aprile 2026 DI NOI 4 di Emanuele Gaetano Forte (Italia, 2025) INCONTRO IN SALA CON GIULIA RUPI (PROTAGONISTA E COAUTRICE DEL SOGGETTO E DELLA SCENEGGIATURA DEL FILM)  E IL CRITICO CINEMATOGRAFICO CARLO GRISERI, MARTEDÌ 21 APRILE ALLE ORE 20.45 (AL TERMINE DELLA PROIEZIONE DELLE 19.20). INCONTRO APERTO A TUTTI I SOCI DEL CINECLUB

5 e 7 Maggio 2026 GIOIA MIA di Margherita Spampinato  (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea  [VARIAZIONE DI PROGRAMMA]

12 e 14 Maggio 2026 IL PROFESSORE E IL PINGUINO di Peter Cattaneo (Spagna-USA-Gran Bretagna, 2025)

19 e 21 Maggio 2026 BLACK DOG di Guan Hu (Cina, 2024)

26 e 28 Maggio 2026 PER TE di Alessandro Aronadio (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea

9 e 11 Giugno 2026 40 SECONDI di Vincenzo Alfieri (Italia, 2025)

16 e 18 Giugno 2026 FATHER MOTHER SISTER BROTHER di Jim Jarmusch (USA-Irlanda-Francia, 2025)

Si rammenta le proiezioni sono quattro al martedì (ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30) e due al giovedì (15.30 e 17.40). Con una novità sperimentale: l’ultima proiezione del giovedì, quella che inizierà alle ore 17.40, sarà in versione originale con i sottotitoli in italiano (ovviamente se il film è stato girato in lingua diversa da quella italiana).

Il direttivo del Circolo del Cinema CINECLUB IVREA

Info: whatsapp al n. tel. 351 690 6071
email: [email protected]